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27 Gennaio: La Shoah vissuta nel Salento

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Una drammatica testimonianza di vita vissuta. In due toccanti memoriali, In segno di gratitudine e Senza Volto , i coniugi Gertrude e Samuel Goetz ricostruiscono la propria straordinaria esperienza di sopravvissuti alla Shoah. I Goetz, reduci da una delle pagine più dolorose e terrificanti della storia del Novecento, sono stati protagonisti, l’anno scorso, di una serata, organizzata dall’Associazione “Emergenze sud-Presidio del libro di Parabita”, in collaborazione con la Pro Loco di Ruffano e l’Associazione “Soap” di Ruffano, presso il Teatro di Via Paisiello a Ruffano. Samuel e Gertrude Goetz, intellettuali ebrei di origine polacca e austriaca, che oggi vivono negli Stati Uniti, hanno intrecciato il proprio destino con quello della guerra e della segregazione razziale e la fuga dall’abominio e dalla repressione di un regime spietato e violento li ha portati in Italia dove, durante gli anni della seconda guerra mondiale, si rifugiarono per scampare alla persecuzione nazist...

Il Fuoco che riscalda l'anima:Novoli,il Santo e Il Fuoco-SANT'ANTONIO ABATE

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Sant’Antonio abate, chi era ? Antonio abate è uno dei più illustri eremiti della storia della Chiesa. Nato a Coma, nel cuore dell'Egitto, intorno al 250, a vent'anni abbandonò ogni cosa per vivere dapprima in una plaga deserta e poi sulle rive del Mar Rosso, dove condusse vita anacoretica per più di 80 anni: morì, infatti, ultracentenario nel 356. Già in vita accorrevano da lui, attratti dalla fama di santità, pellegrini e bisognosi di tutto l'Oriente. Anche Costantino e i suoi figli ne cercarono il consiglio. La sua vicenda è raccontata da un discepolo, sant'Atanasio, che contribuì a farne conoscere l'esempio in tutta la Chiesa. Per due volte lasciò il suo romitaggio. La prima per confortare i cristiani di Alessandria perseguitati da Massimino Daia. La seconda, su invito di Atanasio, per esortarli alla fedeltà verso il Conciliio di Nicea. Nell'iconografia è raffigurato circondato da donne procaci (simbolo delle tentazioni) o animali domestici (come il ma...

San Cesario di lecce: Il Natale nel passato vivo nel presente

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In prossimità del natale , cosa ne pensi di fare un articolo su cosa si faceva un tempo a San Cesario per natale ? La prima risposta che mi vine è “nnu sunettu” che i bambini mie compagni di scuola mi insegnarono: A rriatu Natale Nu sacciu cce fare Me piu la pippa E mme mintu a fumare Il Natale di quando ero piccolo io, quello degli anni 60 del secolo scorso. Nove giorni prima del Natale incominciava la novena e la mamma si alzava prestissimo e assonnata andava in Chiesa. Il canto di quegli anni era “Tu scendi dalle stelle” e vi assicuro che sentivo aria di festa nell’aria. A scuola il Bidello Nino con il camice grigio preparava un grande presepe nell’atri della scuola Saponaro, usava i ceppi di vite divelti che inchiodava su degli assi e poi li ricopriva con dei fogli di carta di giornale intinti in acqua e farina. Quando ascigavano ecco che li colorava e, magicamente, diventavano alte montagne e rigogliose valli con ogni sorta di artigiani e pastori e re mag...

San Cesario di Lecce e L'Immacolata: Festa dell'8 dicembre 2013

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    Una delle tante feste più attese e più amata a San Cesario di Lecce , è quella dell’Immacolata Concezione. Testimonianza di questa devozione è la bellissima Rettoria omonima E' stata edificata nella metà del XVIII su una preesistente cappella. La facciata è a due ordini: quello inferiore presenta il portale centrale e due nicchie laterali, il secondo un finestrone, in asse con il portale, e due finte finestre. Conclude la facciata un timpano spezzato che ospita la statua lapidea dell'Immacolata. L'interno a navata unica è impreziosito da un ricco altare maggiore, decorato con stuccature dorate. Lungo le pareti sono collocate, all'interno di cornici dorate, le tele che narrano la Natività della Vergine. Altre opere interessanti sono: un quadro dell'Immacolata databile alla metà del '700, le sculture in pietra di San Giuseppe, San Gioacchino, Sant' Anna (?), Il simulacro ligneo , molto probabilmente di fattura napoletana , della Titolare. La s...

San Cesario di Lecce: Gioventù in azione -BE YOUNG, BE CITIZEN

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   18 giovani da 9 paesi europei diversi riuniti a San Cesario di Lecce per fare cittadinanza attiva! La cittadinanza è invitata a incontrare i giovani europei: Domenica 27 ottobre presso lo stand in piazza Garibaldi dalle ore 11:00 e successivamente: ... Lunedì 28 ottobre dalle ore 20:00 al "Party interculturale di arrivederci" presso il Centro Polifunzionale di via Unità d'Italia, non mancate!!! (Progetto cofinanziato dall'Unione Europea, responsabile unico dei contenuti comunicativi l'associazione Sveglia Cittadina)

San Domenico di Guzmàn a San Cesario di Lecce.

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La comunità domenicana in festa l'8 agosto a San Cesario di Lecce per la festa di San Domenico di Guzmàn . Domenico nacque nel 1170 a Caleruega, un villaggio montano della Vecchia Castiglia (Spagna) da Felice di Gusmán e da Giovanna d'Aza. A 15 anni passò a Palencia per frequentare i corsi regolari (arti liberali e teologia) nelle celebri scuole di quella città. Qui viene a contatto con le miserie causate dalle continue guerre e dalla carestia: molta gente muore di fame e nessuno si muove! Allora vende le suppellettili della propria stanza e le preziose pergamene per costituire un fondo per i poveri. A chi gli esprime stupore per quel gesto risponde: "Come posso studiare su pelli morte, mentre tanti miei fratelli muoiono di fame?" Terminati gli studi, a 24 anni, il giovane, assecondando la chiamata del Signore, entra tra i "canonici regolari" della cattedrale di Osma, dove viene consacrato sacerdote. Nel 1203 Diego, vescovo di Osma, dovendo compi...

San Cesario di Lecce: Solenni festeggiamenti in onore del Santo Patrono .

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Particolare del volto I Simboli iconografici,palma e ancora, sorretti dagli angeli in piombo situati alla basedel busto argenteo.    1 .San Cesario nacque , nell'africa settentrionale , precisamente a Cartagine verso l'84 d.c.   Figlio di un mercenario e di una nobildonna, appartenenti alla “Gens Julia”, che decisero di chiamarlo Cesario per dimostrare la loro devozione all’imperatore Cesare. I suoi avi si stanziarono a Cartagine durante la riorganizzazione dei territori africani da parte di Giulio Cesare, il quale proprio in quella città fondò una colonia romana in cui si erano trasferiti dei cittadini romani alleati con la madrepatria e quindi sotto il controllo di Roma. Il bimbo, essendo figlio unico, aveva diritto ad una vistosa eredità. La sua famiglia si convertì al cristianesimo per la fervente predicazione degli apostoli di Gesù nella zona. Il giovane Cesario, dopo aver compreso i contenuti della dottrina cristiana, ...